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WORKSHOP – “LA RABBIA MI FA BELLA?” Ritrovare il proprio potere a partire dalla propria rabbia e dalle sue tante maschere

WORKSHOP: “LA RABBIA MI FA BELLA?” Ritrovare il proprio potere a partire dalla propria rabbia e dalle sue tante maschere.

Tra le pagine del libro di Soraya Chemaly alle nostre pagine.

VENERDI’ 28 GENNAIO
Dalle 20.30 alle 22.00 presso CENTRO IL RICCIO in Via J.B. Tito 27, Reggio Emilia

Info e prenotazioni: 349 7768354, centroilriccio@gmail.com

Un workshop interattivo ed esperienziale in cui ci faremo contattare dalle parole dell’autrice per far risuonare i tasti delle nostre esperienze e apprendimenti sulla rabbia.

Conosceremo meglio i suoi segnali e le sue voci, riconoscendola e sentendone il suo potere trasformativo, offrendoci la possibilità di risignificarla come guida e preziosa alleata, scoprendo le modalità attraverso le quali è possibile liberarla in modo costruttivo ed ecologico.

A molte di noi è stato insegnato che la rabbia sarà un peso per gli altri e ci renderà fastidiose e antipatiche, che allontanerà le persone che ci vogliono bene e scoraggerà quelle che vorremmo attrarre, che ci deformerà il viso e ci imbruttirà. Questo vale anche per coloro che sono costrette a usare la rabbia per difendersi in situazioni tese o pericolose.

Alle bambine si insegna non tanto a riconoscere la rabbia quanto a temerla, ignorarla, nasconderla e trasformarla.

Siamo consapevoli dei costi dell’esibirla. Così impariamo a:
– arginare noi stesse
– la nostra voce, i capelli, gli abiti
– arginiamo le parole.

La rabbia consiste in genere nel dire NO in un mondo in cui le donne sono condizionate a dire quasi tutto purché non sia NO.

Ragazze e donne imparano ad accantonare la rabbia per smorzare tensioni e conflitti, abbassando la temperatura di situazioni e incontri rischiosi per loro o per altri.

Intuiamo che dobbiamo rinunciare alla nostra rabbia per adattarci alla potenziale violenza maschile. Apprendimenti e comportamenti legati al genere.

Spesso le donne la sentono nel corpo. Se non elaborata si fa strada fino a manifestarsi nell’aspetto esteriore, nel fisico, nelle abitudini alimentari e nelle relazioni, accrescendo bassa autostima, ansia, depressione, autolesionismo e vere e proprie malattie del corpo.

E’ in realtà una delle emozioni più cariche di speranza e proiettate al futuro. Genera trasformazioni, manifestando la nostra passione e il nostro coinvolgimento nelle cose del mondo. E’ una reazione razionale e anche emotiva alle prevaricazioni, alle violazioni, e al disordine morale. Fa da ponte tra ciò che c’è e ciò che dovrebbe essere. La rabbia ci avverte in modo viscerale delle violenze, delle minacce e degli oltraggi.

Gli accessi d’ira mi venivano fatti pesare come un grave difetto. MI veniva ripetuto che non ero autorizzata e non “avevo il diritto” di essere arrabbiata per qualcosa. Ho imparato a incanalare la mia rabbia a sostegno del mio attivismo femminista: per fare qualcosa sulle convenzioni culturali che insegnano alle donne che emozioni e sentimenti equivalgono a debolezze e che non sanno gestire la rabbia femminile, mentre chiudono un occhio quando gli uomini feriscono, mutilano o uccidono le donne perché non sanno gestire la propria rabbia di fronte al rifiuto.

Rabbia, aggressività e assertività vengono viste come un unico comportamento. Rabbia è un’emozione, aggressività e assertività sono comportamenti. E’ possibile essere assertive e aggressive anche senza traccia di rabbia.

Quando ci viene insegnato che la nostra rabbia è indesiderabile, egoista, impotente e brutta, impariamo che noi siamo indesiderabili, egoiste, impotenti e brutte.
La tristezza, come emozione, va a braccetto con l’accettazione. La rabbia invece evoca la possibilità di cambiare e reagire.” Soraya Chemaly

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